V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
Biuso |
Inserito il - 11/01/2008 : 18:57:38 Teatro Arsenale - Milano VAN GOGH IL SUICIDATO DELLA SOCIETÀ di A.Artaud
Drammaturgia, scene, regia di Salvo Gennuso Con: Elaine Bonsangue, Paola Valenti, Alessia Corbello, Anna Bellia Produzione: Statale 114 Video: Luca Pulvirenti, Salvo Gennuso Computer grafica e rendering: Francesco Vesco Musiche: Giancarlo Trimarchi Animazioni 2D: Mammasonica Fino al 13 gennaio 2008
Per Artaud sono chiarissime le analogie tra quello che la psichiatria ha fatto a Van Gogh e ciò che lui stesso ha dovuto subire. E da questo destino parallelo trae un testo come sempre lucidissimo e magmatico, estremo e colmo di pietà.
Salvo Gennuso ha ripreso l’intuizione di Artaud e ha «liberato Van Gogh dalla schiavitù del quadro», restituendo un uomo dall’esistenza dolorosa e vibrante, vivo di una tensione che riempie gli attimi fino all’insostenibilità. Dalla scena iniziale con il/la protagonista avvolta nel cellophane a quella finale della sua morte lenta e inevitabile in una vasca trasparente, si susseguono i ritmi di una danza nella quale all’artista e al suo doppio si affianca il coro composto da altri due personaggi che trasformano in figura le parole di Artaud e il destino di Van Gogh. Perché di una messa in scena molto fisica si tratta, di una efficace e coinvolgente rappresentazione di una delle convinzioni fondamentali di Artaud: l’unità sostanziale fra le parole e i corpi. E sono i corpi di quattro attrici a scandire le parole e a dare forma alle immagini. Sullo sfondo, intanto, scorrono dei video e pulsano delle musiche. Uno spettacolo completo, che afferra e fa pensare.
agb «Filosofia è il sapere inutile e tuttavia sovrano» (Heidegger)
|
1 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) |
mario g |
Inserito il - 18/01/2008 : 14:58:36 eh, m'incuriosiva molto pure a me questo spettacolo qua... e ora ancor di più. Solo che rivaleggia con Fahreneit 451 e pure Sterminio nel mucchio delle non molte cose che posso riuscire a vedere davvero... la vedo dura, ma mi ruga dovermi accontentare della tua rece, che mi attizza solo l'appetito, uffa!

mario gazzola |
|
|